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Background

Già nel XIX secolo, Prato fu una notevole città grazie alla sua prosperità dell’industria tessile,  la chiamava lo storico Emanuele Repetti “Manchester in Toscana”. Durante la seconda guerra mondiale, sotto i bombardamenti tedeschi, gli operai pratesi divennero i resistenti, e  esiliati dai fascisti. Negli anni '60 e '70, insieme al miracolo economico italiano e allo sviluppo industriale, sono entrati numerosi immigranti provenienti dalla regione meridionale. Le conseguenze dell’espansione del capitale e l"Abusivismo edilizio" costruito dagli immigrati sono diventati nuovi paesaggi urbani. Allo stesso tempo, i cenciaioli di Prato e le fabbriche di tessuti rigenerati producevano la maggior parte dei tessuti rigenerati del mondo.

 

La politica dell’apertura al mondo della riforma cinese dell’anno 1978 ha offerto ai cinesi una via legale per andare all’estero. Negli anni '90 si stabilivano i cinesi a Prato, i quali hanno conosciuto un’estensione della loro comunità e costruito una nuova rete economica nella città. Tale migrazione può essere considerata come un risultato dell’integrazione cinese nel sistema dell’economia globale; il territorio di Prato come "Distretto Tessile multietnico" dove accade una svolta del suo paradigma di produzione è una riflessione della crisi economica d’Europa e della globalizzazione.

PRATO PROJECT

Il progetto Prato vuole andare a creare una piattaforma collaborativa per favorire la comunicazione fra gli studi accademici e l'arte che si vuole concretizzare anche con un laboratorio interdisciplinare nel contesto pratese e non solo.

I motivi per cui siamo convinti che valga la pena di avviare e investire nel progetto Prato sono correlati a diverse tematiche che percepiamo essere d’importanza fondamentale – sia a livello locale che globale. In particolare, i movimenti migratori e le politiche d’accoglienza, l’integrazione culturale ed il ripensamento del nucleo industriale tessile sono tra le questioni centrali del contesto dell’odierna Prato; la cui area risulta legata a doppio filo con i generali cambiamenti di carattere globale. Siamo convinti che sul territorio pratese ci sia ancora necessita di uno spazio nelle comunità locali per un "intervento sociale" e, al contempo, sussista una mancanza da parte degli organi statali nello stare al passo con le narrazioni accademiche sul tema della migrazione e di elaborare politiche volte ad una migliore coesistenza. Crediamo che l’azione di pratica artistica possa, in questo caso, compensare parte di tali mancanze e potrebbe produrre un nuovo linguaggio.

In tal senso, WUXU vuole organizzare i lavori sotto forma di “contenitore” e offrire strumenti multidisciplinari a scopo di ricerca e pratica culturale. La piattaforma è pensata così da produrre diversi “spazi” durante lo sviluppo del progetto. Tali spazi possono essere fisici: incontri, workshop, ricerche sul campo, mostre, arte pubblica, ecc. Ma allo stesso tempo possono essere anche spazi virtuali: archivi, produzioni editoriali, canali comunicativi multilingui, sviluppo di programmi online, ecc.